“Tutte queste stesse miserie provano la sua grandezza:   
sono miserie di gran signore, di re spodestato” 
Pascal

c

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MENHIR

Le statue-menhir sono modellate rigorosamente a mano una ad una partendo da un disegno-progetto iniziale  che può subire  varianti suggerite dalla materia stessa in fase lavorazione.
L’elemento base è la terra: creta del tipo semirefrattario che prende consistenza  e durezza nella cottura ed è proprio questa cottura a differenziarne l’aspetto finale sottolineandone il percorso concettuale: la materia (terra) passa attraverso la “tempra” (fuoco-aria) per raggiungere lo spirito (=l’opera in sé).
Ogni statua viene cotta una prima volta in un forno a legna a 960° ed una seconda volta in forno a buca del “tipo primitivo” per ottenere gli effetti antichizzanti tramite speciali fumigazioni. Dopodicchè viene applicata la foglia d’oro  (23 carati) con fissativo finale. Talvolta il genere di decori utilizzati mediate impressione con stampini artigianali di propria ideazione, si ripete ma in modo sempre differenziato.
Terra ed oro:contrasto di elementi “primigeni”: la creta, opaca e friabile temprata dal fuoco e l’oro incorruttibile, leggero e luminoso.  Insieme generano la metamorfosi della materia.
Guido Omezzolli , Tenno marzo 2007.  

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Come una folla estatica, chiamata a testimoniare, la storia antica della sovranità spirituale, le staue-menhir di Guido Omezzolli, con la loro semplice presenza, pongono allo spettatore la domanda sull’agire, sull’accadere, sulle possibilità, sull’eredità culturale, sul destino, sulla memoria.
Ogni scultura trattiene, come un tesoro, la sua potente staticità ed insieme rimanda ad una dinamismo delle differenze: i copricapo, i gioielli, le corone, etc.
L’uguaglianza delle forme rende visibile e documenta l’appartenenza di ciascuno al suo tempo, ma essa non esaurisce il senso del proprio esistere che si dispiega nella pluralità delle storie. Sembra di cogliere il silenzio che copre ogni vissuto quando esso si è compiuto. Le statue-menhir rompono proprio questo silenzio e, simili a dee madri, porgono il segreto che nasconde ogni volta il nascere.
Sacerdotesse e sacerdoti dei riti di passaggio, anche nel nostro tempo, trattengono nel divenire, nel mutamento, nella pluralità, l’appartenenza di ciascun essere, anche nel nostro tempo, alla storia di una sovranità celata, misterica, sacra, che attende ancora di essere rivelata.
Rosetta Infelise, Fiavè, marzo 07.

“I tuoi menhir  (…)  sono una incredibile sintesi tra un lingam orientale e lavori a cloissonnè longobardi. E come se tu avessi colto due anime così geograficamente lontane e le avessi unite Psicologicamente… l’orificeria e la spiritualità magica, ..del resto il mondo antico era molto più collegato di quanto non pensiamo”.
Francesca Centurione Scotto Boschieri, London, gennaio 07

   

 

ontenuti
Guido Omezzolli tiene dei corsi di ceramica con tecnica raku, Info...