Curriculum
 
Guido Omezzolli nasce a Riva del Garda da una famiglia di giardinieri. Vive la  sua infanzia nel vivaio ai piedi del mediterraneo oliveto del  Monte Brione e vicino al lago incastonato nei faraglioni el monti; elementi questi che influenzeranno molto il suo sentire e crescere con costante attenzione alla maestà della Natura naturans. Dopo le scuole d’obbligo, benchè desideroso di studiare, è indotto per favorire la vacillante economia familiare e del vivaio, a cercare  un impiego  altrove e finirà per essere assunto da un ditta di impianti telefonici fino ai suoi  vent’anni, per rientrare a lavorare nell’ambito del vivaio.
I suoi interessi sono rivolti allo studio della storia, arte, paleontologia, archeologia e altro;  nel 1974 coronerà questi suoi interessi diplomandosi (privatamente), presso l’Istituto Magistrale di Rovereto ed alternerà lavoro in vivaio con l’insegnamento alle scuole elementari, ma con l’intento di proseguire negli stuti artistici.  Alternando lavoro e studio, inizierà l’Accademia delle belle Arti, dapprima a Viterbo e poi a Firenze e nel giugno 1984 si laurea con 30 e lode presentando una tesi di ricerca sull’ambiente “storico-artistico” nel Sommolago durante l’epoca del Kurort austroungarico. In contemporanea, sempre a Firenze, persegue altro diploma di restauro ceramica presso l’Istituto per il Restauro Palazzo Spinelli in S. Croce.  Rientrato in Trentino inizierà a insegnare storia dell’arte nelle scuole e organizza fin da subito, (con un primo forno di fortuna), un laboratorio di restauro ceramica  ma anche e soprattutto alla creazione di nuove ceramiche artistiche iniziando così una lunga ricerca sperimentale in questo settore dedicandosi alla creazione di soli  pezzi unici.
A questo scopo nel 1987 acquista una antica casa del 1400 a Pastoedo, nel comune di Tenno, provvedendo al suo restauro e creazione di un nuovo laboratorio artistico e di restauro. Riinserendosi in Trentino verrà a conoscere più da vicino anche il mondo del restauro e finirà per iniziare una lunga collaborazione con lo studio della d.sa Christine Mathà di Trento intervenendo in cantieri importanti come il recupero degli affreschi di Dosso Dossi nel Castel del Buonconsiglio, la pieve di Cembra e in molte altri monumenti della provincia. Individualmente cura su finanziamento dei progetti europei LEADER,  il recupero degli affreschi popolari nel Primiero, nel Vanoi e nella Val di Non curandone anche alcune pubblicazioni inerenti il loro restauro. 
In contemporanea porterà avanti la sua ricerca nel settore artistico ceramico soprattutto con la tecnica giapponese  raku nella quale trova la possibilità di nuovi sviluppi indagando  soprattutto la possibilità di ottenere cromatismi, patine e texture  inusitati. Prosegue in contemporanea anche un impegno didattico organizzando corsi di ceramica con l’Associazione “Gruppo arti visive” di Arco, diretto allo scultore R. Ischia,  con altre associazioni, come l’ecomuseo Judicaria e scuole; molti gli utenti dai bimbi delle scuole materne, adolescenti e persone adulte;  quest’ultime concentrate nel ormai incontro estivo sotto la tettoia del suo giardino con l’apprezzato corso “INFUOCHIAMOCI” giunto ormai alla XVII edizione. Il corso è gestito con l’amico e collaboratore ceramista Giovanni Crippa che ha curato la realizzazione   in giardino di un forno primitivo a legna allo scopo di ottenere nuovi effetti e patine sulle superfici fittili. Oltre all' attività didattica porta avanti un percorso espositivo nelle classiche Gallerie d’arte, ma con maggior preferenza x luoghi legati alla storia e cultura locale come l’eremo di S. Paolo ad Arco, la chiesetta medioevale di S. Maria  Maddalena sul monte Rocchetta a Riva, palazzi e altro. 
Il suo curriculum raccoglie mostre,  a volte con originali performance all’apertura, a partire dalla sua prima personale del 1988 nello studio di Restauro della d.sa Mathà a Trento fino a tutt’oggi, (v . link Esposizioni). La crisi del 2008, la pandemia e problematiche di salute, hanno relativamente  rallentato la sua attività creativa ed espositiva, mantenendo sempre, seppure rallentato,  il costante  “pungolo” della ricerca la sperimentazione specie della fase cotture sfruttando i soli effetti cromatici indotti dalle differenziate modalità di cotture co con l‘autocostruito  forno Wothan

Permane la “naturofilia” e continua negli anni seguenti la sua attività creativa dedita soprattutto alla ricerca di nuove tecniche con miscele di crete, ossidi o altri intrusi; ma indaga soprattutto differenziate cotture sperimentali col forno primitivo a legna.  
L’interesse è ormai rivolto alle sole crete, quasi a voler “scappare” dal raku che richiede i colori/lustri…ormai troppo di moda e spesso dozzinali. 
Il suo spirito indomito e di eterno curioso, lo ha portato a creare miscele di crete con inclusioni insolite allo scopo di ottenere inusitate patine. 
La cottura nel forno a legna primitivo a fiamma rovesciata ed anche ad alta temperature, (1100° e oltre), ha prodotto opere materiche con visioni di magmi cosmico-geologici o vulcanici. 
A questo scopo compie trekking estremi in paesi lontani e in alcune isole della Macronesia, con particolare riferimento alle rocce vulcaniche che ancora portano le tracce della fusione con fuoco proprio come nella tecnica della  ceramica. 
Una Natura estrema, consunta, aggrovigliata, bruciata quasi senza speranza di salvataggio. 
Ma non è una visione depressa o sconsolata, piuttosto una intima riflessione e sicura richiesta all’umanità di prendere sempre più consapevolezza dei cambiamenti climatici e di orientarsi verso soluzioni idonee alla salvaguardia del nostro sofferente pianeta e umanità. “ARSURA” e altro opere esposte  alla mostra Depositi, ne è un esempio/denuncia di questa situazione del pericoloso ecosistema. Grande importanza viene data alla nuova tecnica della “paperclay” sperimentando forme e cotture con personali varianti sulla stessa tecnica. La sua attività viene si frenata dai problemi di salute, ma molto aiutata e stimolata dalla collaborazione con gli amici dell’associazione 
AMICI DELL’ARTE” di Riva del Garda, del quale ne diviene presidente nel febbraio ’24. ....e si continua. PANTA CREA.
 
Cosi al volo scrivo in un sms
 
”Ho iniziato la serie degli ENDO, (dal gr. éndon "dentro"), entro, dentro, tendo…è autobiografico…legato alla mia broncopneumopatia 
ormai cronica! –è come dire rientro e muoio e mi chiudo dentro la creta…. che la ceramica mi ha dato tanta Vita  
e ora me la toglie perché si è come incarnata in me.  
Destini ”sisifiani”  di umanità “gettata” sul pianeta …ormai malato anche lui!.....ma ancor più grande è in me la “malattia” 
di trovare ancora altre soluzioni per mettere la mia mani nella creta, sfidando ogni avversità”. (agosto ’24).